COORDINATE "CONCORSO" LETTERARIO
...che visto l'interesse che avete manifestato per il concorsino nel quale mi sono cimentata, vi invito a fare altrettanto. L'Editore è Robin Edizioni, andando sul sito c'è una sezione "Vinci Robin" (forse occorre registrarsi, non ricordo) e da lì attraverso i libri pubblicati di mese in mese si può partecipare inviando un piccolo testo che contenga i titoli del mese precedente. In caso di vittoria, come ho già detto, si vincono i libri citati.
Ebbene, per allietarvi vi ammollo anche l'altro tentativo che ho fatto che NON è risultato vincitore.
I titoli erano:
- Il castello scarlatto
- L’ombra della notte
- L’alibi di Kagemusha
- Il sapore acre della notte
- Alida
- Rachele Blu
- 69 cose da fare con una principessa morta
- Tango d’Oriente
- Il margine sugli ossibuchi
Io ho buttato giù:
Le notti della principessa Kagemusha
Il castello scarlatto si stagliava altero nel l’ombra della notte. Lei non riusciva a prendere sonno. Non le era pesato mai così tanto essere la principessa di quel regno dell’estremo Oriente, ma negli ultimi tempi sembrava che le sue preferenze sessuali fossero sulla bocca di tutti. L’alibi di Kagemusha era quello della solitudine. Le giornate sembravano non finire mai e quando giungeva il sapore acre della notte sentiva un tuffo al cuore che la faceva sprofondare in un turbinio di angoscia; le attanagliava la gola fino al mattino successivo, lasciandola distrutta dall’insonnia e dall’inspiegabilità di quello stato. Aveva avvertito una ventata di freschezza e di gioia quando le avevano presentato Alida e Rachele. Blu era il colore che predominava sul viso della prima, i suoi occhi cobalto erano in grado di inchiodare l’interlocutore alla sedia, verde era l’incantevole fascino che sprigionavano invece le luccicanti polle della seconda. Avevano avuto un primo surreale colloquio che si era concluso con quella frase sibillina di Rachele …loro conoscevano 69 cose da fare con una principessa. Morta la sua tata argentina non aveva più provato quella meravigliosa voglia di volare, di librarsi in aria. Solo nei suoi ricordi di bimba riusciva a far riaffiorare le gorgoglianti risate che si mescolavano alla strana commistione di idiomi della sua tata quando volteggiavano avvinghiate in quello che avevano definito il loro tango d’Oriente oppure quando si introducevano di soppiatto in cucina e le faceva leccare il margine sugli ossibuchi che il vino bianco e la salvia increspavano di indicibile sapore. Il successivo incontro con le nuove amiche era scivolato, quasi inavvertitamente ma inesorabilmente, attraverso saffiche carezze, nella più sorprendente esperienza sessuale della sua giovane vita. Da allora quei momenti costituivano la parte migliore delle sue monotone giornate, finché due servette sciocche non erano sbadatamente entrate nella stanza. Da quel giorno il suo popolo sembrava non avere altri argomenti. Sola, in quell’ennesima notte di veglia fu improvvisamente attraversata da un pensiero che le strappò un sorriso liberatorio: "Adesso anche i suoi stolti sudditi avevano qualche difficoltà a prendere sonno".
Lo so, vi state chiedendo come abbia fatto a non vincere, ma che volete...misteri della fede!
Al mio ego piace pensare che non volessero attribuire la vittoria due volte alla stessa persona, tié!
categoria:altri scritti








