mercoledì, 26 aprile 2006

MA C'E' ANCORA SPERANZA?

... che sarebbe ora di vedere gli effetti della rivoluzione posta in atto all'interno della nostra Azienda Sanitaria all'indomani dei cambiamenti apportati alle figure apicali. E' stato detto di tutto sulla passata gestione e gli esempi edificanti e le promesse di radicali cambiamenti si sono rincorsi numerosi negli anni, creando una spasmodica attesa.

Il dottor Bracciarubate Allagricoltura non è più il Responsabile Sanitario del Presidio. Stava sulle palle a tutti quelli della cordata che adesso comanda e quindi tutti hanno giurato di fargliela pagare. Bene! Fin qui nulla di strano, negli ambienti chic si parlerebbe di alternanza. E' stato rimosso dall'incarico ed una nuova Responsabile Sanitaria, la dottoressa Vorreiessere Piùtosta, fa bella mostra di sé all'ingresso del Presidio.

Essì, se venite da noi la trovate all'ingresso perchè non ha una stanza. Contestualmente alla sua nomina il nuovo Capo Supremo le ha dato l'incarico di intimare immediatamente al dott. Allagricoltura di rientrare nei ranghi, lasciando libera la stanza presidenziale dotata di linea telefonica diretta, di mobili in mogano e di divano (che è il sostanziale elemento che fa la differenza con la gleba).

Mi sono assentata per qualche giorno per la Santa Pasqua. Rientrando ho trovato la Tapina ancora nell'ingresso; sguardo interrogativo mio, risposta sua: "Bracciarubate Allagricoltura non vuole uscire, ha detto che chiama il suo avvocato".

Bene in un mondo normale, il passo successivo sarebbe stato quello di chiamare il Capo Supremo per farsi mettere per iscritto l'intimazione per il dottore restìo, poi ad un eventuale ulteriore diniego ad ottemperare andavano chiamati i Carabinieri che all'occorrenza avrebbero dovuto dispensare anche una serie di calci ben assestati. Invece?

"Allora ha detto il Capo Supremo se mi puoi aiutare a fargli togliere la linea telefonica diretta, tanto dovrebbe essere possibile farlo anche dall'esterno, senza entrare nella sua stanza, o no?"

"Potremmo anche venire di notte a fregargli il divano, se vuoi!" avrei voluto rispondere a quell'anima pia.

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categoria:la mia sanità
sabato, 22 aprile 2006

VENGHINO SIGNORI, VENGHINO

...che tra una potatura e l'altra ho sentito che il MIO Fausto potrebbe sedere sullo scranno più alto della Camera dei Deputati...

Ordunque, dietro adeguato compenso potrei riarmarmi dei miei tacchi a spillo ed effettuare nuovamente la discesa di via del Policlinico (benché sia ormai trascorso qualche anno) dopo essermi assicurata che LUI sia in transito sul marciapiede.

Qualcuno ha bisogno di qualche favore, di una piccola raccomandazione, di una parolina spesa nell'orecchio giusto?

L'asta è aperta, attendo le vostre offerte (sempre che non abbia ragione Fiodor: cummannare è meglio che futtere e quindi il buon Fausto potrebbe essere ormai narcotizzato nei confronti degli ancheggianti effetti del gentil sesso, ma tentare non nuoce, che dite?)

Ecco, dopo questa se non mi sentite per un po' chiamate la Benemerita perchè è probabile che Pa' mi abbia infilato la testa in qualche buco.

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categoria:attualità
venerdì, 21 aprile 2006

NOSTALGIA

...che ebbene si, mi siete mancati.

Sto trascorrendo un periodo sabatico all'indomani dell'incarico ricevuto. "Bell'inizio!" direte voi. Ma se conosceste il posto e la fauna che anima il mio luogo di lavoro potreste comprendere benissimo come una pausa per ritemprarsi sia indispensabile.

Come trascorro queste giornate? Non indovinereste mai: ho imparato a potare le viti! Mi aggiro nella mia vigna come se fossi la Contessa di Villa del Pesco, accorcio un ramo qua, tolgo una gemma fuori posto là.

L'effetto rilassante è indiscutibile, la soddisfazione anche. Se poi si considera che tra le innumerevoli incombenze, quella della potatura è sempre stata considerata la più nobile delle variegate attività dell'agricoltore, riservata a pochi, e soprattutto agli uomini, il traguardo è di tutto rispetto.

Però, ad un certo punto, ho avvertito nostalgia di questo mondo virtuale ed ho DOVUTO accendere nuovamente il computer. I vostri messaggi scaldano il cuore (vedete come mi fa bene la vita agreste?) e le vostre interrogazioni circa il mio silenzio sono lusinghiere (sto esagerando, vero?), così ho sentito il bisogno di scrivere due parole per rassicurarvi: sono viva! Il pétit déjéneur à la forchette nel giardino delle fate non mi ha ucciso e Fausto non mi ha rapito.

Mi beo tra i miei possedimenti, e chiunque volesse aggregarsi sarebbe il benvenuto!

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categoria:il mio quotidiano
mercoledì, 12 aprile 2006

IL LUPO PERDE...

...che dipenderà dal fatto che sono di ritorno da un pétit déjéneur à la forchette nel giardino delle fate che mi ha deliziato, sarà che la primavera è in grado di farmi perdere la retta e razionale via da perseguire, ma ho voglia di raccontarvi di quella volta che ho incontrato - meglio: incrociato - Fausto Bertinotti.

Direte voi: e qual'è il nesso? Non lo so, forse mi è tornato alla mente quell'episodio perchè ho sotto gli occhi il quadro dei candidati che hanno ottenuto l'agognato scranno, e lui ovviamente c'è.

Svolgevo le funzioni di consulente giuridico del Ministro dei lavori pubblici, all'epoca. Era una giornata come quella di oggi, il sole imperava ed il desiderio di camminare a piedi superava ogni stanchezza ed esigenza di affrettarsi.

Avevo lasciato il mio ufficio in un orario decente, contrariamente al solito, quindi era un assolato pomeriggio. Per tornare al nostro piccolo ma accogliente appartamento, dalla sede del Ministero a Porta Pia, dovevo percorrere un paio di chilometri. Sfidando l'equilibrio dei miei inseparabili tacchi a spillo, mi incamminai dunque lungo via del Policlinico, dove c'è - credo tuttora - la sede di Rifondazione Comunista.

Nell'approssimarmi all'imponente portone mi avvidi che dall'ammiraglia presidenziale ivi parcheggiata, sbucava nuovamente la testa dell'occupante che si era appena lasciato cadere all'interno, sul sedile posteriore. L'idea che potesse trattarsi del Segretario mi sfiorò la mente perché proprio la sera prima durante un programma televisivo era stata data la fondamentale notizia che era diventato nonno, così il personaggio mi balenò nella testa, ma data la mossa poco elegante di rialzarsi repentinamente dal sedile per fermarsi in osservazione con il fascio di carte in mano, scartai l'idea. La mia vista limitata aiutò sostanzialmente la maturazione della convinzione che non poteva trattarsi di lui, finché non arrivai in sua prossimità.

Ho incontrato Bertinotti da molto vicino, dato che ho percorso tutto il marciapiede della via ed ho dovuto costeggiare la sua macchina presso la quale lui faceva bella mostra di sé sostando sull'attenti. Gli sono passata accanto ed ho sentito distintamente: "Bella, proprio bella."

Gran complimento - direte voi - lusinghiero, considerando l'indiscutibile classe del commentatore. Certo! Ma a parte l'indispensabile precisazione che ci stava tutto, essendo io una gran gnocca,  riporto ciò solo per dirvi che gli uomini non finiscono mai di stupirmi: ma questo non era diventato nonno qualche ora prima? Non era lecito immaginarlo alle prese con pappette e sonagli? Possibile che riescano a non smentirsi mai? Ad impersonare a qualunque età ed in ogni condizione il ruolo dell'instancabile maschio latino predatore?

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 15:09 | Permalink | commenti (15)
categoria:personaggi
mercoledì, 12 aprile 2006

GOVERNO STABILE

...alle elezioni appena concluse. Sono state indubbiamente le più avvincenti degli ultimi tempi. Le avverse parti hanno tremato, gioito, sospirato di sollievo, sofferto di delusione, con un andamento altalenante che ha messo a dura prova la resistenza cardiaca dei più.

Si sono susseguiti annunci di festeggiamenti ed immediati temporeggiamenti. Grida di giubilo per il recupero ed annunci di verifiche approfondite.

Di fatto ha vinto l'Unione, seppur di misura. Occorre però - per onestà intellettuale, se non altro - riconoscere che il tracollo del Berlusca non c'è stato. Ha retto, è innegabile. La gente ha premiato lui, la sua lotta solitaria e senza esclusione di colpi, anche la sua perdita di aplomb e di lucidità. Siamo un popolo di teneroni, di mammoni, e vedere un uomo in difficoltà che sfida il mondo ci commuove, ci porta ad offrirgli l'agognato premio.

Chapeau! In ogni caso, per la lungimiranza politica ed umana. Gli va riconosciuto il merito di aver saputo individuare perfettamente dove indirizzare la propria azione per ottenerne il massimo beneficio e questa è una dote che ha fatto diversi uomini grandi nella storia, nonostante ciò che individualmente si possa pensare di lui.

E' nell'ipotesi lasciata cadere quasi per caso durante il discorso di commiato (?) che - però - esce tutta la scaltrezza del personaggio: Governo di coalizione? Così, en passant.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 08:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:attualità

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