LE GAZZE LADRE - KEN FOLLETT
... che quando un romanzo mi piace va via che è un piacere. Ho ultimato quello di Follett che stavo leggendo. Bello, avvincente, si "sente" la storia, mentre la si legge.
E' il racconto dei concitati giorni che hanno precedudo il D.Day, lo sbarco degli alleati in Francia. Un manipolo di donne, guidate da Flick, tenta una missione quasi impossibile volta a rendere inutilizzabile la base per le comunicazioni che i tedeschi hanno approntato in un castello. Le torture inflitte ai prigionieri sono descritte in maniera forte, cruda, si ha l'impressione di provare quel dolore. Il gruppo - benché decimato - porta avanti il proprio obiettivo.
La storia è un crescendo che finisce per travolgerti. Ho provato la sensazione che mi avvolge ogni volta che leggo un romanzo che riesce a staccarmi dalla realtà ed a tenermi sospesa in un mondo che non c'è.
Mi è venuto in mente il "cremino", il gelato di fior di latte ricoperto di cioccolato. Quando inizi a mangiarlo, fai delle leccate sulla superficie del cacao magro che ti lasciano abbastanza perplessa: non si assapora un gusto particolare, e per via della bassa gradazione che ghiaccia la lingua, e per il sapore del cacao magro che - diciamocelo - non è da subito avvincente.
Poi inizi a mordere la superficie ed affondi i denti nella bianca crema che è all'interno, e questa comincia a prenderti, a deliziare il tuo palato. Così ti porta a continuare a mordere e leccare insieme il contenuto ed i piccoli pezzi del cioccolato che comincia a lasciarsi andare.
Diventi esigente, affondi sempre di più, finché ti ritrovi sul bastoncino un piccolo nucleo centrale di crema residua, alla quale sono appicicati, ma in equilibrio precario, l'uno su un lato e l'altro sul lato opposto, due bei gran pezzi di cacao che, però, inizia a dare cenni di cedimento. Non può più aspettare, se non lo mangi subito e tutto in un sol boccone, ti rovinerà addosso e lo perderai per sempre, quindi non puoi più smettere, anche se pensavi di prendertela con più calma, ti rendi conto di essere al punto di non ritorno. Ormai devi andare fino in fondo e ti dispiace, quasi, di porre fine a quella bontà, ma devi farlo, altrimenti perderai il meglio che quell'oggetto sa dare. Devi diventare vorace, insaziabile e porre fine a quella tortura. Anche se è ormai passata l'una e mezza e domani ti aspetta una giornata tosta in ufficio.
Ken, anche questa è andata. Mi sto ancora leccando il bastoncino.