PADRE PADRONE di Gavino Ledda
... che probabilmente l’espressione "Padre padrone", e il suo intrinseco significato, vengono utilizzati in maniera generalizzata anche da chi non ha mai letto il romanzo di Gavino Ledda. Anch’io mi trovavo in questa situazione e ho deciso di colmare la lacuna. Dalla libreria di mia madre è dunque spuntata un’edizione del 1975 "Premio Viareggio" che si è lasciata bere d’un fiato.
L’ambientazione, il genere e la "storia" non sono stati una sorpresa. Pur non avendo letto il romanzo, avevo ben presente a cosa si riferisse l’autore, ma il realismo degli avvenimenti, no, quello non avevo potuto immaginarlo.
Siamo nella Sardegna del dopo guerra. L’importanza dell’educazione scolastica per i ragazzi è ormai un fatto acquisito. I figli dei pastori, magari, si fermano alle scuole elementari, ma anche in quell’ambiente non c’è dubbio che imparare a leggere e scrivere sia fondamentale nella vita.
Anche il giovane Gavino affronta i banchi di scuola. Tutto è nuovo e meraviglioso; un mondo insospettabile inizia a far capolino nella sua esistenza fatta di povertà. Finché, un giorno, in modo del tutto inaspettato il padre non piomba all’interno della classe per trascinarlo via, davanti alla maestra ed ai compagni allibiti.
"Lui è mio". Da soggetto Gavino diventa oggetto di proprietà del padre e della sua fame di ricchezza. Lo porta via dal paese per relegarlo in campagna a guardia delle pecore, mentre lui investe il proprio lavoro nella coltivazione dei campi. Ha sete di potere, il padre, e il suo unico obiettivo diventa quello di accrescere i propri averi. Lo insegue a qualunque costo, anche calpestando i figli, e Gavino, essendo il maggiore, paga più di tutti. Resterà per anni in un forzato isolamento, fatto di freddo, di fatica e di botte che lo ridurranno in fin di vita.
Il riscatto avverrà attraverso il servizio di leva molti anni più tardi. Studierà la notte per recuperare il tempo rubatogli dal padre e, tornato a casa, lo troverà lì con la sua consueta aria minacciosa. Non può più scappare, lo deve affrontare e gettargli in faccia il suo fallimento.
Non lo immaginavo così vero e così crudo. Ogni tanto sono stata costretta a fermarmi a ingoiare amaro. E’ terribile pensare come si possa rovinare la vita di chi dovrebbe esserti più caro, quando si serve la bestia, di qualunque natura essa sia.
E’ una storia vibrante di umanità che fa bene leggere sia ai padri che ai figli.