giovedì, 12 luglio 2007

QUANDO SI PARLA DI AMICI VERI

... che ad una settimana dall'evento, dopo aver avuto modo di metabolizzare le emozioni, voglio rendere pubblicamente merito e ringraziare dal profondo del cuore i miei amici.

Per il mio compleanno avevo pensato di fare un barbecue in terrazzo, ma il mio Pa' mi aveva convinto a soprassedere perché l'evento cadeva di mercoledì e a mezzanotte ci sarebbe stato il fuggi-fuggi a causa della giornata lavorativa che si sarebbe aperta di lì a poco.

Mi aveva detto che saremmo andati solo noi a mangiare una pizza ed avremmo preparato la festa per il sabato successivo.

Eravamo pronti per uscire quando la casa si è riempita di gente.

Ho pensato che li avesse invitati per andare insieme a mangiare la pizza, visto che in casa non avevo praticamente nulla da offrire, invece avete presente un efficiente servizio di catering?

Hanno portato tutto loro, persino i piatti.

Insalata di pasta con salmone, tortino di alici, pomodori pachino e pan grattato, un meraviglioso rollé di mozzarella di bufala grandante latte ripieno di insalata, tonno e pomodori, frittata di asparagi, pane fragrante di forno.

Noi ovviamente abbiamo messo il vino.

Mi hanno regalato (ancora) una collana e relativo bracciale stracolmi di corni, considerando che ultimamente sembrano essere una delle cose di cui ho più bisogno.

Abbiamo riso fino a notte fonda. Il gesso mi è sembrato leggerissimo.

Grazie ragazzi. Siete degli amici splendidi.

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categoria:il mio quotidiano
sabato, 07 luglio 2007

POESIE SU CORPI DI DONNE

...che in occasione dell'intervista rivoltami da La casa dei Sognatori ho citato una poesia che negli anni della mia gioventù mi aveva piacevolmente scosso restandomi nel cuore.

Ho faticato sette camicie per ritrovare il libro di Nino Cellupica nel quale questa è contenuta e finalmente ce l'ho davanti gli occhi.

E' proprio vero che gli anni verdi ammantano di luce particolare tutto ciò che entra in contatto con noi.

Mi sono infatti resa conto che il titolo che avevo memorizzato era errato: pensavo fosse uguale a quello del testo della Fallaci "Lettera ad un bambino mai nato" ed invece è completamente diverso: "Avevo tre mesi". E'il contenuto che è simile.

In secondo luogo, avevo tenuto dentro di me il ricordo di quella lettura per un particolare struggimento che vi avevo colto. Scorrendo quelle stesse righe oggi, mi rendo conto che il messaggio insito nella poesia è quello antiabortista che non mi vede completamente d'accordo.

Trattandosi tuttavia di parole emozionanti voglio comunque riportarle.

            AVEVO TRE MESI

 

Siamo in quattro a saperlo:

più nessuno lo sa,

oltre il cielo…

Avevo solo tre mesi,

l’affetto di mia madre mi ha deluso.

Quante volte, facendo l’amore

su quel letto che anch’io ho conosciuto,

li sentivo parlare di me.

Non sempre capivo:

le parole giungevano piano

e, spesso, mi facevano paura…

Ma, io che non sapevo,

pensavo sarebbe stato bello

camminare, conoscere il sole,

stare insieme con gli altri bambini

nati su tutta la terra.

Invece, in un giorno di aprile,

quando tutto nasce e niente muore,

mentre mi stiracchiavo nel suo grembo,

qualcuno mi prese e mi schiacciò…

Aveva pianto tanto,

prima, lei.

Pensavo che l’avesse fatto per me,

che non volesse perdermi.

Ma, da quando son qui, ho capito

che il suo cuore non voleva

e che piangeva

per il male che provava

il suo corpo nel perdermi…

 

Allora mi sono domandato:

perché gli altri nascono?

Perché non ho avuto fortuna?...

Non solo l’erba nasce dal seme!

Perché sono nati

mio padre e mia madre?...

Se quello ch’è accaduto

fosse successo in un momento a loro,

cosa avrebbero detto

a chi li avesse uccisi?...

Proprio non so rispondere:

non sono nato;

non posso, non posso sapere.

Ma, quando mia madre

un giorno passerà per questa via,

non potrà non riconoscermi

per suo…

E, piangerà di nuovo

per non avermi voluto.

E, mi vorrà rivedere…

 

Oltre al cielo, nessuno lo sa.

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categoria:altri scritti
giovedì, 05 luglio 2007

ON QUEUE!

galleria

 

... sei sempre la solita tiratardi! Ti avevo detto di sbrigarti!

Lo sapevo che ci sarebbe stata una fila infernale!

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categoria:flash
mercoledì, 04 luglio 2007

LIMITI FISICI ALL'IMMAGINAZIONE

Oggi è il mio compleanno.

Guardo questo pesante zampone di gesso e cerco di immaginarlo come una gustosa torta ricoperta di candida panna.

Niente da fare.

Non riesco a spegnere le candeline.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 09:17 | Permalink | commenti (6)
categoria:il mio quotidiano

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