martedì, 18 dicembre 2007

FREQUENTARSI PER CONOSCERSI

Ieri ho fatto la mamma a tempo pieno. Due figli = due recite di Natale, nello stesso pomeriggio. Son soddisfazioni! I bambini sono stati favolosi, tutti.

Alla scuola elementare, dopo lo spettacolino, avevamo approntato un piccolo rinfresco con dolci ed altre delizie portati dalle mamme delle tre sezioni in cui si suddivide il secondo anno.

"Mettiamo tutta la roba insieme?"

"Assolutamente si" faccio io "i bambini si esibiscono insieme sarebbe ben strano che il momento conviviale, aggregante, che consentirebbe ai ragazzi ed ai genitori di conoscersi meglio, si facesse separtamente!"

Fine dello spettacolo: fuggi fuggi generale di mamme armate di vassoi. Evidentemente c'è stato un ripensamento e preferiscono che i loro pargoli abbiano ben chiaro il concetto di appartenenza ad un gruppo e quello de "gli altri".

Indi rinfreschi separati, ognuno nella propria classe.

La mamma di un extra comunicatario, di quelli davvero "extra" quanto a lontananza, si affretta a versarmi la quota per la creazione di un fondo classe per le esigenze dei nostri figli.

"Ti prego" mi fa "se raccogliete altri soldi ed io non ho modo o non faccio in tempo a darti la mia parte, mettili tu per me, ti assicuro che te li restituisco appena ci incontriamo: non voglio che mio figlio possa sentirsi in qualche modo escluso dal gruppo dei compagni".

Riflettevo: come può essere diversa l'importanza che si dà ad uno stesso valore.

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categoria:figli
martedì, 11 dicembre 2007

RITORNO ALLA NORMALITA'

Sono ancora abbastanza frastornata dagli avvenimenti riguardanti il romanzo, ma mi girano in testa alcune notiziole di questi giorni:

  • Dini viene minacciato fisicamente dalla Sottosegretaria Lucidi affinché voti favorevolmente la finanziaria. Avviene in aula, mentre lui a braccia conserte cerca di dare una parvenza di fermezza alla sua posizione di intransigente protesta. Lei si avvicina e con aria minacciosa fa per picchiarlo. Lui scioglie le braccia ed infila la mano destra nel buco per esprimere il proprio libero pensiero (sigh!).

  • Quasi il 70 per cento degli stupri avviene nella calda sicurezza delle pareti domestiche. Le donne brutalizzate sono, in una percentuale cospicua, oggetto delle tenere attenzioni di parenti, sapete... il coniuge premuroso, lo zio caro che diventa assiduo frequentatore della casa, il nonno capostipite che giustamente esercita lo jus primae noctis, e via dicendo. Ok, castrarli potrebbe non essere risolutivo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare; perché non da lì?

  • Fulgido esempio di esercizio del diritto di sciopero e di protesta. Gli autotrasportatori stanno manifestando il loro sacro diritto di dire come la pensano. Ma le mani lasciamole tranquille lungo i fianchi! Questa mattina sulla A1, al casello di Cassino, alcuni TIR ingombrano la carreggiata per impedire o rendere difficoltoso il passaggio agli altri mezzi; qualcuno cerca di esercitare l'altrettanto sacro diritto di lavorare con il proprio mezzo, si avventura nella gimcana, viene malmenato dai dimostranti sotto gli occhi compassati delle Forze dell'Ordine. Quasi a dire: che se la sbrighino tra loro! No, vediamo di sbrigarcela tutti insieme, soprattutto chi dovrebbe farlo istituzionalmente.

  • Sotto Natale è stato deliberata una nuova ondata di vendite di immobili pubblici attraverso il meccanismo dell'asta. Sono strutture presenti sull'intero territorio nazionale. Metrature che potrebbero essere strappate ad ottimi prezzi. Che bello, potrebbe essere un'occasione per le famiglie per investire e comprare un posticino per i ragazzi che frequentano l'Università in una grande città, lontano da casa! No, non ho mai scritto favole, perché pensate che dovrei provarci?

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categoria:attualità
martedì, 04 dicembre 2007

PRESENTAZIONE DEL ROMANZO

...riesco anche a dire qualcosa...

oratori

... c'è pure qualcuno che fa finta di ascoltarmi...

pubblico

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categoria:altri scritti
lunedì, 03 dicembre 2007

THE DAY AFTER

Ahhhhhh! (sospiro di sollievo e soddisfazione insieme).

E' andata. Ieri ho presentato il mio romanzo nella mia città e la risposta dei miei concittadini è stata entusiasmante.

Avevo prenotato la Sala Consiliare del Palazzo Ducale: circa 40 posti a sedere e capienza per altrettante persone in piedi.

L'appuntamento era per le 17,30. Alle 17,10 mi chiamano le amiche: "Arrivi? Qui c'è già gente!"

"Bastard inside!" penso, begli scherzi del cavolo, uno già è teso di suo figuriamoci se deve sopportare pure gli sfottò altrui!

Arriviamo al Palazzo Ducale che si trova su nella parte vecchia della città. E' maestoso, splendido nella sua illuminazione giallognola. C'è un certo assembramento innanzi il portone principale.

"Pà, che cavolo ci fa qui 'sta gente?" azzardo.

"Sono qui per te, amore mio", tanto perché mi vuole bene e farebbe di tutto per stemperare la mia tensione.

Cazzo, cazzo, cazzo! Ma che so' venuti veramente per il libro?

Entriamo nella Sala Consiliare, dopo vari saluti ed abbracci alle persone incontrate all'esterno. Ore 17,20: la Sala è gremita.

Arriva il Sindaco, il padrone di casa. Gli dico: "Qui non ci stiamo!"

La soluzione è il grande Salone di rappresentanza (quello delle mega feste del Duca) al piano di sopra.

Gemo. E' talmente grande che 100 persone ci si perdono dentro, sembra il deserto dei tartari, ma non ho alternative, non posso far stare tutte quelle persone come sardine nella loro latta.

"Scusate, non credevo di avere tanti amici che mi vogliono così bene, passiamo al Salone superiore, dove c'è posto a sedere per tutti".

Sorrisi. Già si immaginavano una lenta tortura con poco respiro e diverse pestate di piedi.

Saliamo, la gente prende posto, prende posto e prende posto... ma quanti cacchio sono? Mi sembra di ricordare che le poltroncine siano 180, in un attimo sono tutte occupate.

GULP! Inizio ad avere difficoltà a deglutire.

La fila non si interrompe, iniziano a stiparsi in piedi in fondo alla sala.

Vedo visi amichevoli, visi curiosi, sorrisi raggianti di solidarietà, musi lunghi di delusione per quello che sembra già delinearsi come un successo. Qualcuno si è sciroppato diversi chilometri per condividere questo momento con me. Strizzo gli occhi, sono commossa.

Iniziamo. Il Sindaco parte in tromba. Credevo facesse solo il saluto di benvenuto, invece mi dice che vuole parlare del libro, se non mi dispiace.

Cavolo, ci mancherebbe, anche se non immaginavo che lo recitasse quasi a memoria svelando ogni singolo episodio. Penso: "Mo' si ferma, non dirà pure... eccolo là".

Ma è inarrestabile, un fiume in piena, mi vuole dimostrare che il libro l'ha letto veramente e tutto sommato lo apprezzo, perché lo fa in maniera del tutto genuina, anche se toglie ai più il gusto della lettura (meno male che il grosso del numero dei libri è stato venduto all'entrata..ho temuto che ci chiedessero i soldi indietro).

Poi è la volta del relatore; è un appassionato delle nostre tradizioni ed un fine conoscitore della nostra storia. Fa il suo lavoro: inquadra la vicenda nel contesto storico ed accenna alle descrizioni che più gli sono piaciute. Piccolo rimprovero al Sindaco: "Ha detto troppo".

Lui accusa il colpo e tace.

E' la volta mia di dire qualcosa. Il cuore batte ad un ritmo che sospetto non umano, ma vado avanti, faccio qualche ringraziamento, dico qualche mia impressione e spiego delle sensazioni che ho provato.

Mi pento, dopo aver salutato, di non aver dato il "la" per un dibattito, scorgo alcuni che avrebbero avuto piacere di intervenire, ma è troppo tardi, sarà per una prossima vita.

Apoteosi di applauso e fila interminabile per dedica con autografo.

Penso, sono ancora alla notte precedente e me lo sto sognando "A Mò, te piacerebbe, eh?"... oppure sto vivendo nel mondo reale?

I miei figli percorrono la navata centrale con due mazzi di fiori.

Mio marito ha la gioia negli occhi.

I miei genitori in prima fila sono commossi.

Le mie amiche si aggirano soddisfatte come delle chiocce.

OK. E' davvero la mia vita, sta davvero succedendo a me.

Signore ti ringrazio.

 

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 10:31 | Permalink | commenti (9)
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