ARIDAJE!
Per chi non appartiene al fazzoletto di terra cui ho dato l'anima, premetterò che da me ci sono le elezioni amministrative e che, ogni tanto, sulla stampa locale vedo apparire il mio nome, così sono costretta a smentite.
Sul sito di informazione valligiano trovo, in coda, questo commento:
La precisazione di Monica Caira "Non sarò candidata a sindaco", solo ora che si conosce la formazione della lista che avrebbe dovuto rappresentare, merita un commento. Da persona intelligente e con un vissuto familiare avvezzo alle competizioni politiche del paese ha ben compreso che non avrebbe avuto nessuna possibilità di farcela alla guida di una lista così raffazzonata e "senza un progetto adatto ad amministrare il paese". E non solo. Ha abbandonato senza remore il comitato delle donne quando ha capito che dal loro progetto, tanto velleitario quanto povero di contenuti, non avrebbe ricavato nessun vantaggio utile al raggiungimento dei suoi fini.
16/03/2008 ora: 10:47
by malatempora | currunt |
Mi sono permessa di rispondere:
Egregio anonimo commentatore (nel presupposto che "mala tempora currunt" poco si addica a chicchessia),
normalmente non mi lascio coinvolgere da "botta e risposta" sterili che non hanno alcuna utilità per chi inopinatamente incappa in dibattiti di questo tipo, ma quando vi sono delle inesattezze che possono ingenerare errori, mi sento obbligata al chiarimento.
La mia risposta all'incauto giornalista non avviene affatto nel momento in cui sono già note le liste, ma molto prima di tale evento. Ho reagito, anche in quel caso, perché vedere tirare in ballo il mio nome solo a fini strumentali utili a chi del bene di Atina non sa che farsene, mi indispone. E molto.
Non ho abbandonato qualcosa perché avevo capito di non farcela, semplicemente non l'ho mai iniziata, non ero candidata e non lo sono mai stata. Quanto poi al raggiungimento dell'obiettivo, dipende da quale questo sia, perché le assicuro che una cosa è "vincere le elezioni" ben altra è "amministrare il Paese". In questa tornata mi sembra che si punti molto sulla prima preposizione - decisamente più agevole, la seconda è molto più ardua!
Uscire dal gruppo delle donne, che ritengo ancora adesso essere stata una utilissima esperienza, discende dall'acquisita consapevolezza dell'impossibilità - a causa dei ristrettissimi tempi a disposizione - di formare un amalgama omogeneo che non potesse essere asservito a visioni di parte. Il progetto non era né velleitario, né povero di contenuti, caro lei, ed a maggior ragione non poteva essere utile "ai miei fini" visto che l'iniziativa non è partita da me, benché io vi abbia aderito con slancio come decine di altre mie concittadine.
C'è molto da fare per ricreare una fitta trama del tessuto sociale che si ispiri al desiderio di fare, di stare insieme e di progettare, ma c'è bisogno di più tempo. Porto a casa la certezza che molti cittadini di Atina hanno voglia di dare, di mettersi in gioco e di dimenticare vetuste divisioni superate anche dalla storia.
Che adesso passi la tempesta, ché poi Atina avrà davvero bisogno di ogni testa pensante disponibile, potendo tranquillamente fare a meno di chi non riesce a vedere oltre il proprio naso o è ancora preda di ottusi schemi mentali.
La saluto caramente.
Monica Caira