O TEMPORA O MORES
Ieri sono tornata a trovare mia suocera che è ricoverata all'Ospedale di Sora con qualche problema di salute.
Arrivati davanti al reparto un'incomprensibile sorpresa: due porte che si fronteggiano, a destra reparto "Uomini" a sinistra "Donne". La porta del reparto "Uomini" è aperta ed i parenti entrano liberamente, quella di sinistra è chiusa a chiave.
Aspettiamo mezz'ora, finché esce un'infermiera belloccia, anche se il naso è un po' adunco, ma cammina come se si aspettasse un profondo inchino da parte di noi poveri mortali in attesa.
Le chiedo: "Mi scusi, perché l'altro reparto è aperto e da voi non si entra?" mi risponde accennando appena a voltarsi dalla mia parte:
"Perché noi lavoriamo".
Bene, non mi ha fornito nessuna risposta decente rispetto al problema postole, ma in compenso ha gettato una bella palata di fango sui colleghi dell'altro reparto, i quali - per deduzione - non fanno un c.....o dalla mattina alla sera.
Quando ripassa mio marito le chiede informazioni su sua madre che ha appena sentito al cellulare molto affannata. Altra risposta vaga.
Quando, dopo un'ora, possiamo entrare, mia suocera ci dice che la stessa infermiera è andata a lamentarsi da lei: "Ma TUO figlio viene ogni 5 minuti!"
Erano le 18,30 e mio marito la mattina non era potuto andare a trovare la madre, quindi escluderei "ogni 5 minuti"; l'uso del "TU" - almeno in italiano - è riservato ad un amico o a un bambino, una signora anziana che non conosci meriterebbe del "lei", senza considerare che è una persona in una condizione di debolezza perché malata, affidata alle tue cure in quanto questo è il tuo lavoro.
Ci sono persone che - secondo me - hanno sbagliato mestiere, perché dei lavori richiedono una particolare predisposizione d'animo che andrebbe testata come la conoscenza dell'anatomia e delle tecniche di pronto intervento.
Nel letto vicino a quello di mia suocera c'è una vecchina abbastanza mal ridotta. Ci sono 5 persone al suo capezzale, ma una signora la tiene tutto il tempo per mano...sarà la figlia, penso.
Un po' di chiacchiere, finché i nostri compagni di stanza salutano. La signora di mezza età non ha mia lasciato la mano della vecchina che le si rivolge: "Quando mi porti a casa?"
Lei risponde: "Presto, forse lunedì. Se hai sonno, dormi, io sono qui vicino a te e non mi muovo".
Non è italiana, è una badante.
Abbiamo delegato - monetizzandola - anche la pietà.
EDIT
La vecchina è spirata, oggi - lunedì - verso le 15,00.
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