lunedì, 29 settembre 2008

O TEMPORA O MORES

Ieri sono tornata a trovare mia suocera che è ricoverata all'Ospedale di Sora con qualche problema di salute.

Arrivati davanti al reparto un'incomprensibile sorpresa: due porte che si fronteggiano, a destra reparto "Uomini" a sinistra "Donne". La porta del reparto "Uomini" è aperta ed i parenti entrano liberamente, quella di sinistra è chiusa a chiave.

Aspettiamo mezz'ora, finché esce un'infermiera belloccia, anche se il naso è un po' adunco, ma cammina come se si aspettasse un profondo inchino da parte di noi poveri mortali in attesa.

Le chiedo: "Mi scusi, perché l'altro reparto è aperto e da voi non si entra?" mi risponde accennando appena a voltarsi dalla mia parte:
"Perché noi lavoriamo".

Bene, non mi ha fornito nessuna risposta decente rispetto al problema postole, ma in compenso ha gettato una bella palata di fango sui colleghi dell'altro reparto, i quali - per deduzione - non fanno un c.....o dalla mattina alla sera.

Quando ripassa mio marito le chiede informazioni su sua madre che ha appena sentito al cellulare molto affannata. Altra risposta vaga.

Quando, dopo un'ora, possiamo entrare, mia suocera ci dice che la stessa infermiera è andata a lamentarsi da lei: "Ma TUO figlio viene ogni 5 minuti!"

Erano le 18,30 e mio marito la mattina non era potuto andare a trovare la madre, quindi escluderei "ogni 5 minuti"; l'uso del "TU" - almeno in italiano - è riservato ad un amico o a un bambino, una signora anziana che non conosci meriterebbe del "lei", senza considerare che è una persona in una condizione di debolezza perché malata, affidata alle tue cure in quanto questo è il tuo lavoro.

Ci sono persone che - secondo me - hanno sbagliato mestiere, perché dei lavori richiedono una particolare predisposizione d'animo che andrebbe testata come la conoscenza dell'anatomia e delle tecniche di pronto intervento.

Nel letto vicino a quello di mia suocera c'è una vecchina abbastanza mal ridotta. Ci sono 5 persone al suo capezzale, ma una signora la tiene tutto il tempo per mano...sarà la figlia, penso.

Un po' di chiacchiere, finché i nostri compagni di stanza salutano. La signora di mezza età non ha mia lasciato la mano della vecchina che le si rivolge: "Quando mi porti a casa?"

Lei risponde: "Presto, forse lunedì. Se hai sonno, dormi, io sono qui vicino a te e non mi muovo".

Non è italiana, è una badante.

Abbiamo delegato - monetizzandola - anche la pietà.

EDIT

La vecchina è spirata, oggi - lunedì - verso le 15,00.

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categoria:il mio quotidiano
lunedì, 22 settembre 2008

I VINCITORI DEL PREMIO LETTERARIO DESSI'

Sono Simona Vinci con "Strada provinciale tre" (Einaudi), e Antonella Anedda con "Dal balcone del corpo" (Mondadori), le vincitrici, rispettivamente nelle sezioni Narrativa e Poesia, della XXIII edizione del Premio letterario nazionale "Giuseppe Dessi'".

La Vinci si e' imposta su Roberto Ferrucci con "Cosa cambia" (Marsilio) ed Enrico Brizzi con "L'inattesa piega degli eventi" (Baldini Castoldi), mentre L'Anedda era in gara con Michele Sovente ed il suo "Bradisismo" (Garzanti), e Giuseppe Langella con "Il moto perpetuo" (Nino Aragno Editore).

... va tutto bene, ma perché tra le case editrici finaliste non c'è pure "Mispaccoinquattro Editore" oppure "Barcollomanonmollo Edizioni", ovvero "Insistononmischiaccerete Editrice" o ancora "Sonopiccolamacrescerò Edizioni" o infine "Lasciatemiunpodaria Casa Editrice"?

Per il resto va tutto bene.

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categoria:altri scritti
lunedì, 22 settembre 2008

Cassazione/ Chi non segue marito 'in carriera' ha colpa divorzio

Deve rinunciare a mantenimento se non lo segue negli spostamenti

Roma, 22 set. (Apcom) - Deve prendersi la colpa del divorzio e rinunciare al mantenimento la ex che si è rifiutata di seguire il marito nei suoi spostamenti lavorativi e che se ne è andata a dormire in un'altra stanza. E' quanto si evince dalla sentenza 23885 depositata il 19 settembre dalla Corte di Cassazione e con la quale è stato respinto il ricorso di una donna che si era vista revocare il mantenimento di 3.000 euro, accordatole nel 2003 dal Tribunale di Ivrea, dalla Corte d'appello di Torino.

In particolare la prima decisione era stata cambiata perchè lei se ne era andata a dormire nella stanza del figlio e si era sempre rifiutata di seguire il marito nei suoi trasferimenti di lavoro. Due motivi sufficienti, questi, per far cambiare idea alla corte d'appello che le ha addebitato la separazione togliendole i 3.000 euro di mantenimento. Per riottenere l'assegno la donna ha fatto ricorso in Cassazione ma senza successo: la Prima Sezione Civile lo ha respinto condividendo la decisione dei giudici di merito che "in riferimento alla domanda di addebito" l'avevano respinta perchè alcuni comportamenti della donna "avevano determinato il fallimento dell'unione coniugale". Fra questi, "il ripetuto rifiuto da parte della moglie di trasferirsi con il figlio da Ivrea a Reggio Emilia e poi a Firenze, città in cui egli doveva permanere per gran parte della settimana per via della sua attività lavorativa"; e poi "l'iniziativa della moglie di dormire nella stanza del figlio e non più con lui".

Ci si può anche stare...quando vedrò un titolo di pari enfasi che reciti:

"Chi non segue la moglie in carriera ha la colpa del divorzio"

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categoria:attualità
venerdì, 19 settembre 2008
MINISTRA MARIASTELLA GELMINI

"Piu' efficienza, stesso servizio, piu' investimenti uguale qualita'". Cosi' il ministero della Pubblica istruzione riassume, in una nota, le linee generali del Piano programmatico che il ministro Mariastella Gelmini sta presentando questo pomeriggio ai sindacati della scuola, sottolinenando che "tornano gli anticipi nella scuola dell'infanzia, aumentano le sezioni primavera", e il "tempo pieno aumentato del 50%".

...ammetto che non mi è chiaro il concetto di fondo, però capisco perfettamente che gli anticipi nella scuola sono stati tolti quel tanto da fregare mia figlia e poi vengono immediatamente ripristinati.

Quando si dice "nascere fortunati!"
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categoria:attualità
giovedì, 04 settembre 2008

ED ORA: SPARIAMOCI LE POSE!

Monica Caira,
nel momento in cui mi leggi smetti di fare il tuo lavoro e dedicati esclusivamente alla scrittura, a tempo pieno e indeterminato!
Nessuna mia parola è abbastanza potente o evocativa per descrivere la preziosità di quest'opera. Non è solo un libro questo, è IL libro!

Pietra, la protagonista, è una giovane donna a cui è stato negato l'amore genitoriale, ma lei ama comunque la sua famiglia, tanto da sostituire la madre deceduta nella cura dei numerosi fratelli.
Nulla le viene risparmiato! Il destino beffardo e crudele si prende gioco di lei, trasformandola da donna del focolare in donna-spietata, da cuore tenero in angelo vendicatore e alla fine la vita esigerà il suo tributo, lasciandola con la sua...morale di Pietra!
Che donna!...da ammirare, da amare, da comprendere, da perdonare.
Sono entrata in simbiosi con la protagonista e ancora adesso ne sento la forza, l'intensità, il coraggio di vivere e di sopravvivere, la tenacia e la determinazione, la sete di riscatto, l'annullamento del cuore e di se stessa per raggiungere un'obbiettivo e...l'amarezza, l'ironia e la rassegnazione di un destino avverso.
Pochissimi libri mi hanno lasciato con un senso di soddisfazione e appagamento come questo.
Per non parlare della scrittura!
E' incredibile e originale il modo in cui l'autrice usa i verbi per rafforzare, intensificare, colorare, il significato di una frase...tutta da "gustare"!
Inoltre la scrittura evoca immagini talmente vivide che mi sono ritrovata catapultata nel film "l'albero degli zoccoli" di Ermanno Olmi, rivedendo le stesse scene e gli stessi paesaggi della campagna di un tempo non troppo lontano.

Ottimo libro. Ottima scrittrice.

3 SETTEMBRE 2008

BIMBA

Carissima Monica,
ho appena finito di leggere il tuo libro, leggere è un'eufemismo, diciamo che l'ho divorato in due giorni.
Ti chiedo qui, in questo post, di perdonarmi per tutto ciò che non ho potuto mettere nel mio commento nella mia libreria per motivi di spazio. Il tuo libro merita di più. Avrei voluto aggiungere lo stupore nel leggere i sentimenti che provano i protagonisti durante l'occupazione della seconda guerra mondiale, gli stessi sentimenti che i miei nonni (contadini veneti) mi descrivevano quand'ero bambina, ma adesso capisco il perchè della generosità che accomunava le stesse persone.
Avrei voluto aggiungere lo stupore di leggere una descrizione del periodo storico e dei paesaggi dell'epoca, così intensa e veritiera che non si addice alla giovane donna quale sei. Avrei voluto aggiungere che Pietra, la protagonista, può essere trasportata ai giorni nostri, dove conosco donne che con destino avverso, hanno la stessa tenacia e coraggio di vivere nonostante tutto e tutti.
Avrei voluto aggiungere che si cela in te uno straordinario talento di scrittura a 360 gradi, ed ecco perchè diverse personalità del mondo accademico ne hanno descritto ed elogiato i contenuti...perchè sono vari.
Avrei voluto aggiungere tutto questo e lo faccio qui, chiedendo perdono agli altri lettori della catena aNobiana per lo spazio che ho usato. Il minimo che potessi fare per ringraziarti per avermi regalato col tuo libro una ricchezza interiore che rimmarrà per sempre nel mio cuore.
Una lettrice appassionata,
Cla

Bimba | Sep 3, 2008

Claudia, sono io che ti ringrazio dal profondo del cuore.
Ho scritto una storia che mi frullava in testa da un po'. Ho sempre detto di aver scritto di Pietra quando ho iniziato a vederla girare nel mio Paese.
Era ora che la sua storia uscisse dalla mia testa e si aggirasse liberamente tra coloro che avessero voglia di leggerla.
L'ho ambientata nel secondo dopo-guerra perché - come per te - i racconti e i ricordi dei miei nonni e qualcosa buttato lì dai miei, mi facevano desiderare di perpetrare quei gesti, quei pensieri, quelle paure.
Se tutto ciò riesce ad emozionare qualcun altro lo scopo è raggiunto.
Continuo a trovare sorprendente come commenti e ricordi provenienti dal nord Italia siano simili a quelli suscitati dalle mie parti.
Nonostante noi, siamo davvero un'unica Nazione.

Intanto...
il naufragar m'è dolce in questo mare.
:)

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 11:21 | Permalink | commenti (2)
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