ULTIM'ORA
MILANO: strangola il figlio di 4 anni.
Per i vicini erano una famiglia felice.
Quanto può essere lontana la porta accanto.
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MILANO: strangola il figlio di 4 anni.
Per i vicini erano una famiglia felice.
Quanto può essere lontana la porta accanto.
C'E'UN REFERENDUM! ...MA NESSUNO LO SA...
Tra i referendum avvolti nell'oblìo da assenza di informazione, questo si piazza sicuramente ai primi posti.
Il prossimo 21 giugno - oltre che per il ballottaggio in alcune provincie - si vota anche per un referendum di cui non si parla.
Riguarda le famose riforme istituzionali che in questo momento nessuno ha più interesse a sponsorizzare, nemmeno chi quel referendum l'ha promosso.
Sono tre quesiti, i primi due identici riguardanti l'uno la Camera dei Deputati e l'altro il Senato della Repubblica. La proposta è di abolire il premio di maggioranza in favore della coalizione che riporta più voti. L'intento è di assicurare il premio al PARTITO che prende più voti.
Qual'è la differenza?
La differenza è che per portare avanti un unico programma bisogna fare proprio questo: sottoscrivere un unico programma e presentarsi come un tutt'uno, non come apparentamento di realtà diverse. Dovrebbe risolversi in una forza centripeta che porti i vari frammenti ad unirsi in modo da evitare questa proliferazione partitica.
Il terzo quesito vieta che ci si possa candidare in più collegi, dove il nome di spicco oggi finisce col trainare l'indesiderabile che si ritrova al Parlamento senza che la gente l'abbia effettivamente voluto, in quanto il grosso nome opta per uno dei collegi e di fatto sceglie dove liberare il posto determinando il candidato che passa.
Non sembra tutto abbastanza logico? Certamente non è risolutivo dei grossi tumori dai quali è affetto il nostro sistema, ma potrebbe costituire una prima erosione di una stabilità granitica solo in un senso, quello dell'interesse dei pochi.
E quindi?
Ssstttt!!! Silenzio! Ho detto!
FACEBOOK!
Mi sono appena iscritta a questa nuova diavoleria, ci sono entrata dentro all'improvviso e sono ancora alla ricerca dell'uscita.
C'ho capito poco, finora, ma un fatto mi è chiaro.
C'è un sacco di gente che conosco là dentro. Ti sbucano amici e sedicenti tali da tutte le parti ed io - che sono un donnino a modo - ho bisogno di un po' di tempo per vagliare ogni richiesta di amicizia.
Mica mi dò via così, io!
Poi ci sono i volti noti.
Guardi la foto, c'è la scritta: "invia un messaggio a..." e non puoi resistere a sparare una totale cavolata, così, tanto per dare un senso al noto detto: "la tecnologia avvicina le persone".
Mo' lascia stare che non li incontrerai mai nella vita reale...
Roma, 22 set. (Apcom) - Deve prendersi la colpa del divorzio e rinunciare al mantenimento la ex che si è rifiutata di seguire il marito nei suoi spostamenti lavorativi e che se ne è andata a dormire in un'altra stanza. E' quanto si evince dalla sentenza 23885 depositata il 19 settembre dalla Corte di Cassazione e con la quale è stato respinto il ricorso di una donna che si era vista revocare il mantenimento di 3.000 euro, accordatole nel 2003 dal Tribunale di Ivrea, dalla Corte d'appello di Torino.
In particolare la prima decisione era stata cambiata perchè lei se ne era andata a dormire nella stanza del figlio e si era sempre rifiutata di seguire il marito nei suoi trasferimenti di lavoro. Due motivi sufficienti, questi, per far cambiare idea alla corte d'appello che le ha addebitato la separazione togliendole i 3.000 euro di mantenimento. Per riottenere l'assegno la donna ha fatto ricorso in Cassazione ma senza successo: la Prima Sezione Civile lo ha respinto condividendo la decisione dei giudici di merito che "in riferimento alla domanda di addebito" l'avevano respinta perchè alcuni comportamenti della donna "avevano determinato il fallimento dell'unione coniugale". Fra questi, "il ripetuto rifiuto da parte della moglie di trasferirsi con il figlio da Ivrea a Reggio Emilia e poi a Firenze, città in cui egli doveva permanere per gran parte della settimana per via della sua attività lavorativa"; e poi "l'iniziativa della moglie di dormire nella stanza del figlio e non più con lui".
Ci si può anche stare...quando vedrò un titolo di pari enfasi che reciti:
"Chi non segue la moglie in carriera ha la colpa del divorzio"