NON C'E' SPERANZA!
Ho rimuginato molto sulla scelta di scrivere di questo episodio. Credo sia opportuno, non tanto nella speranza che qualcuno che possa cadere in questa tentazione si ravveda e lo eviti - perché chi sta su questa via non credo sia recuperabile - quanto per puro egoismo, per un'azione salutare nei confronti di me stessa: devo sputare fuori la bile ché mi fa star male.
La campagna elettorale appena conclusasi nel mio paese ha visto contendersi la vittoria in particolare da due candidati, l'uno medico dentista affermato, l'altro uomo fattosi da solo nel campo dell'imprenditoria.
Il leit-motiv che si è ripetuto nelle varie contrade è stato imperniato sulla scelta tra colui che ha svolto studi propedeutici ad un certo bagaglio culturale rispetto a chi essendo di poche parole si è dedicato ai fatti. Si sono confrontati, quindi, l'uomo colto che ha quale proprio punto di forza la teoria e il selfmade-man che ha puntato tutto sulla pratica.
Ha vinto il primo.
La figlia del secondo, al proprio arrivo alla scuola elementare, si è sentita apostrofare dalla maestra con queste parole: "Credevi che avremmo eletto sindaco uno che non sa né leggere, né scrivere?"
La bambina, in lacrime, ha chiamato il padre, il quale si è precipitato presentandosi alla maestra per chiedere spiegazioni: "sono il padre di..."
Non ha potuto finire la frase perché la "formatrice" si è sentita in dovere di correggerlo, davanti alla figlia, sottolineando l'assenza di vincolo di sangue.
"Tu non sei il padre, al limite sei il patrigno di..."
Ebbene, da questo episodio emerge una assoluta verità.
Se non è provato l'assioma che in assenza di titolo di studio non si possono raggiungere alcuni traguardi, è certo che il possedere un diploma non assicura la compresenza di intelligenza.