venerdì, 04 luglio 2008

CALMA, CO' 'STE NOTIZIE, EH?

 

Palermo, 4 lug. (Apcom) - Dopo la radiazione dall'ordine giudiziario decisa dal Csm per il giudice Edi Pinatto, il magistrato che ha impiegato 8 anni per depositare la motivazione di una sentenza emessa quando era in servizio al Tribunale di Gela, in provincia di Caltanissetta, adesso è arrivata anche la condanna: il gup di Catania gli ha inflitto otto mesi di reclusione, pena sospesa, per omissione in atti d'ufficio.

Il ritardo nel deposito della motivazione del processo 'Grande Oriente' aveva provocato la scarcerazione di numerosi imputati condannati. Il gup di Catania, oggi, ha pure condannato Pinatto ad un risarcimento in favore dello stato da stabilire in separata sede per i danni arrecati alla magistratura. Fino al momento della radiazione Edi Pinatto era in servizio alla procura di Milano.

Non è che mo v'inventerete pure che la legge è uguale per tutti, eh?

 

 

 

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 13:57 | Permalink | commenti
categoria:giustizia
martedì, 27 maggio 2008

DIFESA: LEGITTIMA O ILLEGITTIMA

Ieri un imprenditore di Firenze ha sparato ad un uomo che si era introdotto nella sua casa, uccidendolo. E' stato arrestato in quanto colpevole di omicidio volontario.

Alcune considerazioni mi sono venute alla mente:

1) L'imprenditore in questione aveva già subito due furti.

2) Nei giorni scorsi abbiamo sentito che aumentano i tentativi di rapire bambini durante queste incursioni notturne nelle case altrui.

3) Sono state accorpate le caserme dei Carabinieri, pertanto occorre chiamare la più vicina che a volte (come nel mio caso) è a 20 chilometri di distanza.

4) Il ladro era recidivo ed in passato, senpre in branco, aveva commesso anche rapine.

Allora mi ripeto la notizia: un padrone di casa ha sparato, uccidendolo, all'uomo che di notte si era introdotto nella sua casa per derubarlo.

Nella mia zona avvengono normalmente due furti di questo tipo per notte, hanno tentato di rapire una bambina, hanno portato via i risparmi di una vita, hanno fatto sparire cari ricordi di intere famiglie, macchine di un certo valore hanno definitivamente preso il volo.

In questi casi se, avendone la possibilità, spari al ladro, sei tu in colpa. Il nostro Ordinamento giuridico ammette la legittima difesa solo quando vi è equiparazione tra i danni reali prodotti. Se è possibile scappare, lo devi fare sempre, altrimenti qualunque reazione ti viene addebitata. Nessuna considerazione per l'istinto di sopravvivenza, la rabbia, l'umiliazione, il terrore, l'amor proprio.

Se vieni in casa mia a rubare tutto quello che ho messo da parte con fatica, commetti un reato contro il patrimonio, che è di rilevanza inferiore rispetto a quello contro l'integrità fisica che commetto io se ti tiro una sedia in testa, anche se era tua intenzione rapire i miei figli, perché io non potrei provarlo. Si tratta di un danno solo potenziale, visto che non l'hai realmente prodotto, fermato dalla mia sedia.

L'ordinamento giuridico di un popolo contiene le regole per la civile convivenza e queste sono universalmente rispettate quando vengono percepite come giuste.

Credo sia giunto il momento di rivedere l'istituto della legittima difesa.

La mia personale, convinta, solidarietà all'imprenditore fiorentino.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 10:04 | Permalink | commenti (4)
categoria:giustizia
sabato, 18 febbraio 2006

IL VALORE DELLA VERGINITA'

... che ci sono degli eventi che richiedono l'uso di parolacce per essere commentati. Per quanto uno ci pensi non se ne riesce a fare a meno...

La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che fa molto discutere: la violenza sessuale perpetrata ai danni di una minore che aveva già avuto rapporti sessuali non ha in sé la medesima gravità di quella imposta ad una vergine.

Il discorso è praticamente tra assicuratori... "Sai ho dato una bottarella a quella macchina..." "Non ti preoccupare, non è grave, non era nuova, ne aveva già avute altre..."

Quando si parla di giurisprudenza o di leggi occorre cercare la ratio che ha determinato un assunto. In questo caso: un danno arrecato, un delitto commesso, una violenza, perdono di gravità qualora l'oggetto su cui essi ricadono ne abbia già subito altri.

Noi dobbiamo sempre essere pronti ad imparare, quindi per chiarirci meglio il concetto proviamo ad esplodere il ragionamento: se uno si introduce di soppiatto in casa di uno dei Giudici che ha maturato questa decisione e si scopa la moglie ha diritto di rivolgersi al Giudice civile per ottenere l'adeguato indennizzo.

Perché: la sua non è una violenza grave in quanto la signora, moglie del Giudice, non era vergine ed in più, ha l'aggravante di essere completamente cretina per aver sposato uno così, quindi era già molto danneggiata di suo, il violentatore non ha che chiuso il cerchio di una situazione insanabile. Ergo è un benefattore della società, il suo apporto richiede adeguato compenso.

Al di là di tutto, l'amarezza è pensare a che tipo di padri, di nonni, di mariti devono essere questi che riescono  a trattare una ragazzina alla stregua di un oggetto bacato da restituire al venditore...

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 09:44 | Permalink | commenti (10)
categoria:giustizia
venerdì, 03 febbraio 2006

AUTOREGGENTI OBBLIGATORIE

... che, accidenti, stasera avevo proprio deciso di lasciar stare, di non commentare nulla e poi... ti capita sotto gli occhi una notizia così.

Obiettivamente è troppo ghiotta per lasciarla passare.

Ho appena letto che la Corte di Cassazione ha riconosciuto legittimo, quale motivo di annullamento del matrimonio, il passaggio operato dalla partner dalle calze autoreggenti ai calzettoni! E' la chiara dimostrazione di essere stati tratti in inganno circa l'indole, il carattere della partner (sic!).

Come per dire: e no, cara ragazza, prima l'hai fatto diventare scemo, sto' poveruomo, con il merletto a mezza coscia, lui ti sposa affinché tu sia la madre dei suoi figli e tu, che fai? Ti infili un paio di calzettoni! E no, cara mia, non ci sto (e neanche il poveruomo!) ti vuole mollare e te la sei meritata.

Se poi, il malcapitato riesce a convincere i giudici della sua buonafede, cioè che fosse lecito aspettarsi - perché tutti i segnali che gli avevi mandato lo lasciavano supporre - che saresti stata vita natural durante inguainata in calze e reggicalze e poi, tornando stanco dal lavoro, ti trova in pantofole, in luogo dei tacchi a spillo, ottiene anche di non dover cacciare fuori neanche un soldo! Te la devi cavare da sola, visto che hai tentato di fare la furba!

Poi sento lamentele circa Berlusconi! Cacchio, è l'ultima speranza che ci resta! O trovi uno che parla la stessa lingua, oppure ... dove cavolo credi di andare?

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 20:14 | Permalink | commenti (16)
categoria:giustizia

Heracleum blog & web tools