TEMPO DI BILANCI
...che oggi il mio papà compie 70 anni. Un bel traguardo per fare qualche bilancio. In effetti mettere in rete qualche mia riflessione mi imbarazza un po' perchè alcuni lettori di questo blog conoscono personalmente il soggetto di cui vo cianciando e potrebbero non riconoscerlo in qualche mia affermazione, ma se così dovesse essere vi prego di perdonare il mio sconfinato amore filiale che potrebbe aver ammantato di un rosa eccessivo il suo ritratto.
Dunque, papà è stato Sindaco del mio piccolo e ridente paesello per 35 anni. Penserete cha parlare del proprio padre accentuando la sua funzione pubblica piuttosto che quella privata può lasciare perplessi, ma per lui quella è sempre stata al primo posto rispetto alla seconda.
Mia madre ha trascorso una vita da "vedova bianca" come la definisco io. Ha dovuto tirare su 4 (diconsi quattro) figli praticamente da sola, perché il marito aveva un'altra missione da compiere. E tale per lui è stata, una missione. Abbiamo sempre pensato che se si fosse occupato per una vita intera degli affari di famiglia probabilmente lo avrebbe fatto con minor impegno e dedizione ed i risultati non sarebbero stati di altrettanta mirabile altezza.
Atina, il mio paesello, conta un esiguo numero di anime, non arriviamo alle 5.000 persone e si trova tra le montagne dell'Appennino centrale, lontano dalle principali vie di comunicazione. L'uomo che per 35 anni ne ha determinato le sorti è quello che ha dotato ogni contrada, ogni abitazione di una strada di accesso asfaltata, che ha assicurato tutti i servizi e le comodità ad ogni più sperduto casolare: finalmente acqua, luce, fogne. Ebbene si, qui c'erano intere zone che non avevano mai avuto il piacere di veder sgorgare l'acqua dal rubinetto di casa propria.
Fin qui niente di eccezionale, ha fatto il suo dovere di primo cittadino.
Sarà vero, ma io sto parlando dello stesso uomo che ha immaginato ed avviato la zona industriale del paesotto progettando l'aviosuperficie al suo servizio, sto parlando del tizio che ha contrattato ed ottenuto dalla Soprintendenza alle belle arti la istituzione della propria sede ad Atina vendendo a quell'Ente il locale Convento a condizione che fosse interamente restaurato e divenisse la preziosissima sede dell'istituzione ministeriale deputata alla conservazione ed alla cura delle opere d'arte del basso Lazio, di quell'incosciente che ha costruito impianti sportivi di primario livello nazionale (palazzetto dello sport, due piscine coperte, pista di atletica in tartan, campo da calcio in erbetta) e di strutture di sport di élite capaci di attrarre il lucroso turismo degli appassionati, abbiamo infatti un kartdromo dove si svolgono competizioni interregionali ed un ippodromo dove tra gli altri ha luogo un trofeo nazionale. E' sempre lo stesso sognatore che si è messo in testa di far passare di qui la più importante arteria di congiungimento est-ovest (Adriatico-Tirreno) del centro Italia, attraverso la promozione della superstrada Atina-Isernia. E' lo stesso pazzo che parla di campo da golf a 18 buche di prossima realizzazione. Sempre lui si è messo in testa che trovandoci sul versante laziale, ma in corrispondenza di Pescasseroli, dobbiamo ottenere la deroga al divieto del Parco Nazionale per costruire anche noi impianti sciistici di tutto rispetto, che ha realizzato un impianto di irrigazione a pioggia che raggiunge ogni più piccolo fazzoletto di terra per un sostanzioso aiuto all'agricoltura, ed altre amenità di questo genere.
Beh, direte voi, uno così i suoi concittadini se lo sono tenuto caro. No, è stato sostituito con un compromesso venuto fuori dall'accordo multicolore promosso da alcuni professionisti ed imprenditori locali che avevano potuto emettere il primo vagito grazie a lui, ma ora erano stanchi della sua ombra.
Adesso è un fiume di lacrime di coccodrillo. Lo inseguono per chiedergli scusa per non averlo sostenuto ancora, visto che gran parte di ciò che lui aveva avviato è stato miseramente fatto fallire.
Così io ho voglia di fare questa "apologia di papà".
So bene che non hai bisogno di commenti, nè di attestati di stima, li hai sempre letti negli occhi di tutti noi. Ho saputo che ieri ti sei trovato faccia a faccia con un tuo nemico storico che ti ha affrontato dicendoti: "Non credevo di poterlo mai dire, ma sei stato il miglior Sindaco che Atina potesse desiderare". Ti sei commosso ed hai pianto copiose lacrime.
Sai che è il pensiero della stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Ma tu non hai mai agito per gloria o riconoscimenti, che non ci sono stati. Hai fatto tutto ciò che ha reso grande e particolare questo ingrato paese solo perchè sentivi di doverlo fare, perchè per te era giusto così.
Per mamma non ci poteva essere marito migliore, per tutti noi non è possibile immaginare padre più grande.
Auguri, papà.