mercoledì, 23 maggio 2007

COMPLICITA' (MASCHILE)

Ne ho saputa una nuova su mio nonno, noto tombeur de femmes.

Una notte un suo nipote lo incontrò per una via secondaria, avvolto nella sua lunga cappa nera, e notò che al di sotto di questa si nascondeva una donnina.

Per rispetto lo salutò e per tutta risposta si sentì dire in tono gelido: "Uagliò, dopo mezzanotte nun se saluta più nessuno".

Mirabile esempio di sintesi: noi due non ci siamo visti, non hai assolutamente idea della signora che si nasconde al mio fianco, sappi che se anche tu sei in procinto di fare qualche stronzata io negherò di averti incontrato.

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mercoledì, 07 marzo 2007

CHE COSA FAI NELLA VITA?

... che può capitare che ti si apra tutto un nuovo mondo quando casualmente incontri un compagno di scuola che non vedi da più di 20 anni e vieni a sapere che è diventato un esperto in una serie di materie delle quali tu ignoravi pure l'esistenza.

Pino, qualcosa già da allora mi faceva intuire che avresti seguito una strada inusuale, ma non immaginavo fino a questo punto. Non ho ancora capito bene di che cavolo ti occupi, ma sono fiera di te! Onore al merito.

Se qualcuno fosse interessato a sapere dove diavolo è arrivato il mio amico, può usare il link che riporto qui.

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giovedì, 12 ottobre 2006

CARPE DIEM

... a Pierferdinando Casini, che a me piace molto. Lo trovo così affascinante!

Ha indubbiamente tutte le doti camaleontiche che fanno il politico "di razza".  Non parlo del suo credo politico che, per carità, resta e credo resterà sempre fedele a se stesso, ma della capacita che gli va riconosciuta del totale adattamento. Di volta in volta riesce a sfruttare l'onda ed a farne propri i frutti.

Non per nulla è l'uomo più rappresentativo del Vaticano, della Chiesa. Tale posizione dovrebbe deporre anche per un totale rispetto dei principi che quest'ultima pone come imprescindibili; per esempio, la sacralità ed inscindibilità del matrimonio. Ebbene, il caro Pierferdi, pur essendo divorziato e convivente con un'altra donna, impersona l'esempio di cattolico che tutti dovrebbero imitare. Se non sono grandi capacità queste, ditemi voi quali lo sono!

Va detto, ad onor del vero, che ha "le physique du role". La faccetta pulita, la sobrietà del comportamento, la sicurezza del portamento. Ha una dialettica affascinante e piace tanto alle mamme italiane.

La sua maggior dote resta comunque la lungimiranza. Riesce a capire dove andrà la corrente e qual'è il sentimento popolare, sì da sfruttare il comune sentire per farne specifico indirizzo di partito.

L'ultima esemplificazione: lo scoop delle jene. Hanno fatto un test antidroga a 50 parlamentari (a loro insaputa) e 30 sono risultati positivi, chi alla cannabis chi alla cocaina.

Levata di scudi da parte della categoria: "premesso che io non ho nulla da nascondere, chiedo che siano distrutte le prove raccolte dalle jene perché violano la privacy di ognuno, sono lesive della dignità delle persone, sono anticostituzionali" e così via.

Qualche voce più isolata: "premesso che io non ho nulla da nascondere, chiedo che siano resi pubblici i risultati del test perchè gli italiani hanno il diritto di sapere".

Finché non è apparsa la dichiarazione di Pierferdinando:"Dobbiamo prendere spunto e rendere obbligatorio il test antidroga per tutti i parlamentari".

Centrato il cuore degli elettori! Eccheccavolo! Noi pure se vogliamo fare i carabinieri dobbiamo fare il test antidoping e voi che andate a scrivere le leggi potete tranquillamente drogarvi? Eh no, belli! Se vi fate, ho il diritto di saperlo, visto che vi dò il mio voto! Voglio saperlo se mando in aula un fumato!

Nessuno lo renderà mai obbligatorio, ma era ciò che il popolo voleva sentire: una decisione unitaria, generale, calata dall'alto, senza che si abbiano rogne, perdite di tempo o necessità di disdire l'appuntamento dal parrucchiere.

Ancora una volta l'Italia è tranquilla e al sicuro, grazie Pierferdi.

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venerdì, 18 agosto 2006

TEMPO DI BILANCI

...che oggi il mio papà compie 70 anni. Un bel traguardo per fare qualche bilancio. In effetti mettere in rete qualche mia riflessione mi imbarazza un po' perchè alcuni lettori di questo blog conoscono personalmente il soggetto di cui vo cianciando e potrebbero non riconoscerlo in qualche mia affermazione, ma se così dovesse essere vi prego di perdonare il mio sconfinato amore filiale che potrebbe aver ammantato di un rosa eccessivo il suo ritratto.

Dunque, papà è stato Sindaco del mio piccolo e ridente paesello per 35 anni. Penserete cha parlare del proprio padre accentuando la sua funzione pubblica piuttosto che quella privata può lasciare perplessi, ma per lui quella è sempre stata al primo posto rispetto alla seconda.

Mia madre ha trascorso una vita da "vedova bianca" come la definisco io. Ha dovuto tirare su 4 (diconsi quattro) figli praticamente da sola, perché il marito aveva un'altra missione da compiere. E tale per lui è stata, una missione. Abbiamo sempre pensato che se si fosse occupato per una vita intera degli affari di famiglia probabilmente lo avrebbe fatto con minor impegno e dedizione ed i risultati non sarebbero stati di altrettanta mirabile altezza.

Atina, il mio paesello, conta un esiguo numero di anime, non arriviamo alle 5.000 persone e si trova tra le montagne dell'Appennino centrale, lontano dalle principali vie di comunicazione. L'uomo che per 35 anni ne ha determinato le sorti è quello che ha dotato ogni contrada, ogni abitazione di una strada di accesso asfaltata, che ha assicurato tutti i servizi e le comodità ad ogni più sperduto casolare: finalmente acqua, luce, fogne. Ebbene si, qui c'erano intere zone che non avevano mai avuto il piacere di veder sgorgare l'acqua dal rubinetto di casa propria.

Fin qui niente di eccezionale, ha fatto il suo dovere di primo cittadino.

Sarà vero, ma io sto parlando dello stesso uomo che ha immaginato ed avviato la zona industriale del paesotto progettando l'aviosuperficie al suo servizio, sto parlando del tizio che ha contrattato ed ottenuto dalla Soprintendenza alle  belle arti la istituzione della propria sede ad Atina vendendo a quell'Ente il locale Convento a condizione che fosse interamente restaurato e divenisse la preziosissima sede dell'istituzione ministeriale deputata alla conservazione ed alla cura delle opere d'arte del basso Lazio, di quell'incosciente che ha costruito impianti sportivi di primario livello nazionale (palazzetto dello sport, due piscine coperte, pista di atletica in tartan, campo da calcio in erbetta) e di strutture di sport di élite capaci di attrarre il lucroso turismo degli appassionati, abbiamo infatti un kartdromo dove si svolgono competizioni interregionali ed un ippodromo dove tra gli altri ha luogo un trofeo nazionale. E' sempre lo stesso sognatore che si è messo in testa di far passare di qui la più importante arteria di congiungimento est-ovest (Adriatico-Tirreno) del centro Italia, attraverso la promozione della superstrada Atina-Isernia. E' lo stesso pazzo che parla di campo da golf a 18 buche di prossima realizzazione. Sempre lui si è messo in testa che trovandoci sul versante laziale, ma in corrispondenza di Pescasseroli, dobbiamo ottenere la deroga al divieto del Parco Nazionale per costruire anche noi impianti sciistici di tutto rispetto, che ha realizzato un impianto di irrigazione a pioggia che raggiunge ogni più piccolo fazzoletto di terra per un sostanzioso aiuto all'agricoltura, ed altre amenità di questo genere.

Beh, direte voi, uno così i suoi concittadini se lo sono tenuto caro. No, è stato sostituito con un compromesso venuto fuori dall'accordo multicolore promosso da alcuni professionisti ed imprenditori locali che avevano potuto emettere il primo vagito grazie a lui, ma ora erano stanchi della sua ombra.

Adesso è un fiume di lacrime di coccodrillo. Lo inseguono per chiedergli scusa per non averlo sostenuto ancora, visto che gran parte di ciò che lui aveva avviato è stato miseramente fatto fallire.

Così io ho voglia di fare questa "apologia di papà".

So bene che non hai bisogno di commenti, nè di attestati di stima, li hai sempre letti negli occhi di tutti noi. Ho saputo che ieri ti sei trovato faccia a faccia con un tuo nemico storico che ti ha affrontato dicendoti: "Non credevo di poterlo mai dire, ma sei stato il miglior Sindaco che Atina potesse desiderare". Ti sei commosso ed hai pianto copiose lacrime.

Sai che è il pensiero della stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Ma tu non hai mai agito per gloria o riconoscimenti, che non ci sono stati. Hai fatto tutto ciò che ha reso grande e particolare questo ingrato paese solo perchè sentivi di doverlo fare, perchè per te era giusto così.

Per mamma non ci poteva essere marito migliore, per tutti noi non è possibile immaginare padre più grande.

Auguri, papà.

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mercoledì, 03 maggio 2006

SAGACIA: DIMOSTRAZIONE PRATICA

...a Ciampi, proprio lui: Carlo Azeglio, il nostro Presidente.

L’ho conosciuto, in occasione di una riunione tra rappresentanti dello Stato tenutasi qualche anno fa. Ciampi non era il nostro amato Presidente allora, ma solo – si fa per dire – il Ministro del tesoro. Fu lui personalmente a fare gli onori di casa ed ad accogliere gli inviati degli altri Dicasteri. Mi salutò con un : "Però…" che acquisì il sapore di un gradevole complimento, soprattutto considerando la reputazione serissima, nonché l’età del suo autore.

Ci accomodammo in una sala riunioni nel cui centro troneggiava un tavolo la cui forma ellittica doveva consentire la comoda sistemazione di almeno 40 commensali, mi affrettai a calcolare. Normalmente, i convenevoli introduttivi venivano pronunciati – in occasioni di egual fatta – dai Direttori Generali. Quel giorno udii una rapida e sintetica descrizione del perché ci trovavamo lì esposta dal principale padrone di casa. Aveva intorno a sé tre o quattro collaboratori (tra i quali lo splendido Draghi, attualmente alla Banca d'Italia), gli altri convenuti rappresentavano il Ministero dei lavori pubblici, oggi delle Infrastrutture.

L’argomento all’ordine del giorno: ampliamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Dopo l’incipit iniziale, presero la parola a turno un Sottosegretario, un Direttore Generale, un Responsabile della programmazione. Mi fu chiaro che tutti i convenuti avevano intenzione di dire la loro e calcolando un buon quarto d’ora a testa (dodici teste per la precisione) vidi distintamente allontanarsi il mio pranzo. Mi resi immediatamente conto – però – che non ero stata l’unica ad effettuare il rapido calcolo matematico, perché l’oratore del momento fu interrotto gentilmente da Ciampi che chiese: "Ci sono i soldi per allargare quell’autostrada? Perché se non abbiamo i fondi è inutile parlare oggi degli aspetti programmatici, del crono-programma degli interventi e della predisposizione dell’appalto dei lavori. Il primo passo è procurare i soldi per realizzare l’opera. Ci sono fondi disponibili?" (perché avevo l’impressione che lui conoscesse perfettamente la risposta?).

I vari alti funzionari si guardarono l’un l’altro. "Occorrerebbe verificare le disponibilità…" "E’ necessaria un’analisi economico-contabile…" Frasi più di circostanza che di tenore tecnico si rincorsero per i due minuti successivi, finché il Ministro del tesoro, alzatosi, congedò gli intervenuti invitandoli ad un nuovo incontro quando sarebbe stata disponibile la copertura economica indispensabile per quell’opera. Impegnò formalmente il proprio Dicastero a mobilitarsi per trovare i fondi necessari, riconoscendo l’estrema importanza della sistemazione di quel collegamento viario, ma il tono risoluto mi fece pensare ad un sobrio e conciso rimprovero: perché stavamo perdendo tempo se non avevamo i soldi? Si tratta di una considerazione che avrebbe fatto ogni buon padre di famiglia dotato di un minimo di raziocinio, ma nei contesti politici spesso gli accessori e gli orpelli finiscono per rubare la scena al nocciolo delle questioni. Per Ciampi non era così. Mi sembra non lo sia tuttora. E’ una persona concreta ed essenziale nella propria ricerca del raggiungimento dell’obiettivo. Perché comportamenti così lineari e trasparenti devono costituire l’eccezione? Perché è sempre più difficile individuare la concretezza, soprattutto ai più alti livelli della società politica e civile? Possibile che dobbiamo continuare a tenere la testa rivolta indietro per poter emettere un bel sospiro di nostalgia? Ma uomini di tale tempra non se ne fanno più? O ci sono, ma aspettano tempi migliori?

Nel dubbio...La prego, caro Presidente, resti al suo posto.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 16:37 | Permalink | commenti (10)
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