QUELLA SERA DORATA di Peter Cameron
Ho già detto in qualche altra occasione che l’impressione più vigorosa che mi dava questo romanzo era la tranquillità, il lento scorrere della vita, l’ordinario passare dei giorni. Sentivo talmente forte la sensazione di "pianura" da dichiarare che mi aspettavo da un momento all’altro un’impennata, un’accelerazione, un inerpicarsi su più aspri percorsi. Ho atteso questo evento pagina dopo pagina senza che si verificasse e sapete, in realtà non serviva, non era indispensabile. Il testo scorre ordinato, non ha bisogno di colpi di scena. La vita è fatta di giorni che inseguono giorni, spesso senza che si verifichino forti scossoni al loro interno.
Un giovane insegnante universitario ha la propria occasione: scrivere la biografia di uno scrittore che ha amato e che è poco conosciuto. Per l’impresa l’Università gli assegna una borsa di studio che per le sue magre finanze può fare la differenza. Si mette in contatto con i familiari dello scrittore scomparso chiedendo loro l’autorizzazione ad intrufolarsi nella vita dell’autore. Gli viene negata. Decide di presentarsi personalmente, fiducioso che conoscendolo direttamente, gli eredi possano comprendere quanto limpide siano le sue intenzioni. L’incontro con loro gli cambia la vita. In verità sono un po’ strambi e vivono al di fuori dei normali canoni, ma non sarà questo ad invertire i piani del giovane, né a dare una nuova gerarchia alle sue priorità.
E’ un ottimo scotch liscio, ti accarezza la gola e lo stomaco lo attende per riscaldarsi, non ci sono le gelide asperità del ghiaccio, né le intriganti bollicine della soda, ma sorso dopo sorso non puoi non compiacerti dell’ottima bevuta.
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